PREPARAZIONE AL LAVORO

ATTENZIONE ALLA RICERCA DI BASE

INTERDISCIPLINARIETÀ

MODELLO TEORICO INNOVATIVO

SEDI DIDATTICHE

DI PRESTIGIO

ALTA QUALITÀ DEL CORPO DOCENTE

CERTIFICAZIONE DELLA QUALITÀ ISO 9001:2008

Scuola Lombarda di Psicoterapia

Istituto di Specializzazione post-lauream in Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica

Approvazione Ministeriale con D.M. 23/02/07 e 19/01/12

Sedi: Pavia & Padova

 

Direttore Didattico e Rappresentante Legale

Prof. Davide Liccione

ACCESSO E TITOLO

Il corso è rivolto a psicologi e medici che intendono esercitare la professione di psicoterapeuta secondo gli

ultimi sviluppi dell'indirizzo metodologico cognitivista, coniugato con le più recenti evidente scientifiche della psicopatologia e delle neuroscienze.

Il Corso rilascia il titolo di Psicoterapeuta Specialista in Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica.

MODELLO TEORICO INNOVATIVO

La SLOP propone un modello di diagnosi e di cura della psicopatologia che rappresenta un’evoluzione della tradizione cognitivista. Il modello teorico della PCN è in costante innovazione perché scientificamente fondato e costantemente rivolto verso la ricerca di base. Leggi tutto.

PREPARAZIONE

AL LAVORO

Ad affiancare gli insegnamenti sulla cura psicoterapica, il percorso formativo prevede alcuni moduli didattici aggiuntivi (neuropsicologia clinica, psicologia forense, sessuologia), compresi nella retta annuale, che completano la figura professionale dello specialista in PCN favorendone l'accesso al mondo del lavoro.

DOCENTI

QUALIFICATI

I moduli didattici sono affidati a docenti universitari, clinici esperti e neuroscienziati di fama. Nell'insieme, il corpo docente della SLOP vanta oltre 600 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. (ricerca su database PubMed dal 2000 al 2015).

SEDI DI

PRESTIGIO

La Scuola Lombarda di Psicoterapia si trova a Pavia e a Padova in due prestigiose ville d'epoca. Le sedi, prive di alcuna barriera architettonica, dispongono di ampi spazi per la didattica e di ogni comfort in termini di ausili didattici, dispositivi elettronici e informatici.

APPUNTI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA NEUROPSICOLOGICA

INTERDISCIPLINARITÀ, SCIENTIFICITÀ, RISPETTO DELL'INDIVIDUALITÀ

Qualunque clinico si occupi di sofferenza umana ha l’obbligo morale nonché deontologico di applicare un modello di intervento scientificamente fondato e tecnicamente viabile.

Il modello della PCN prevede che la trattazione teorico-clinica di ogni patologia sia sempre coerente con i fondamenti ontologici della natura umana in modo da far emergere la concordanza interdisciplinare tra tutte quelle scienze (psicologiche e neuroscientifiche) che se ne occupano.

 

Ad esempio, la teoria e la clinica della depressione vengono insegnate alla luce dei risultati sperimentali e clinici di aree teoriche differenti, quali le neuroscienze, la fenomenologia, la psicologia del Sé, l’antropologia, la psichiatria, ecc., in modo tale da far emergere, attraverso il dialogo tra diverse discipline, un quadro teorico complesso, variegato e dotato di una buona coerenza interdisciplinare.

LA PSICOTERAPIA E LA SCIENZA DELL'INDIVIDUALITÀ

Ogni paziente è un “Individuo” e i suoi modi esperienziali (compresi quelli patologici) sono sempre mediati dalla propria ed unica storia di vita. Pertanto, non è possibile comprendere una manifestazione psicopatologica attraverso la semplice categorizzazione dei sintomi. Ad esempio, definire un paziente come “ansioso”, se da una parte ci permette di cogliere alcune invarianti emotivo-comportamentali che condivide con altri pazienti (oggettivazione), nulla ci dice dei suoi specifici modi patologici (cause di insorgenza e mantenimento sintomatologico).

Allo stesso modo, ricondurre quell’ansia ad una presunta modalità universale dello sviluppo o ad una specifica struttura personologica, di fatto, comporterà l’immediato annullamento dell’individuo (de-umanizzazione).

Le modalità di manifestazione della patologia sono ogni volta l’effetto di un sentir-si esperienziale veicolato dalla propria storia di vita e dagli specifici orizzonti d’attesa (apertura alle possibilità di sé).

Di conseguenza, un disturbo di natura ansiosa, non è una semplice somma di sintomi (categorizzazione psichiatrica), non consegue ad un modo cristallizzato di generare il senso di ciò che accade (es. organizzazione di significato personale, teoria dell’attaccamento, etc) e non è neppure l’effetto di qualche credenza irrazionale.

Soltanto attraverso l’analisi dell’esperienza del singolo paziente (individuo), così come essa emerge nel più vasto quadro del suo racconto (identità narrativa), e tenendo conto del contesto storico-culturale di appartenenza (rete coerente di rimandi), lo psicoterapeuta sarà in grado di cogliere, e conseguentemente di curare, quello specifico disagio emotivo.

OLTRE LA TEORIA "COGNITIVA"

 

Con il cognitivismo,  la PCN condivide i due presupposti di base che ne hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo: l’interdisciplinarietà e la tendenza alla verificabilità empirica. Al contrario, rispetto alla terapia cognitiva standard e a quella cognitivo-costruttivista, la PCN prevede un insieme di sviluppi teorici, clinici e metodologici che conseguono alle più recenti evidenze empiriche fornite dalle neuroscienze (es. Gallagher, 2012; Gallagher & Zahavi, 2009; Rizzolatti e Sinigaglia, 2006), alla psicologia dello sviluppo (es. Reddy, 2010), alla psicopatologia (es. Liccione, 2012, 2011; Arciero & Bondolfi, 2009; Arciero, 2006) e alla filosofia del soggetto (es. Costa, 2014, Vattimo, 2012).

 

 

 

 

 

PERCHÉ  "NEUROPSICOLOGICA"

 

  • La PCN cerca di riunire in un quadro teorico unitario, secondo coerenza interdisciplinare, i contributi scientifici delle discipline biologiche e delle scienze umane. Proprio alla neuro-psicologia spetta il compito dell’adeguata traduzione interdisciplinare, al fine di promuovere una complessa e coerente visione bio-psico-sociale della persona, dei suoi modi di essere sani e patologici, nonché delle strategie psicoterapeutiche idonee al progetto di cura.

 

  • Il piano formativo prevede alcuni moduli didattici di elevata specializzazione  (compresi nella retta annuale) finalizzati all’acquisizione delle competenze teoriche e pratiche per poter operare nei settori dove viene richiesta una specifica competenza neuropsicologica (es. irccs, ospedali, centri di riabilitazione).
  • Neuropsicologia Clinica
  • Criminologia & Scienze Forensi
  • Psicologia Medica & Sessuologia

 

  • Sul versante diagnostico, l’intera psicopatologia è meglio inquadrabile come parte della più ampia neuro-psicopatologia, poiché l’alterazione dell’identità personale può conseguire sia al nostro essere un corpo tra i corpi, sempre soggetto alle leggi della natura (patologie non storiche - “organiche”), sia alle peculiari modalità attraverso cui riconfiguriamo l’esperienza in racconto (patologie storiche - “funzionali”). Lo psicoterapeuta deve possedere le conoscenze teorico-pratiche per poter operare efficacemente in entrambi i contesti.

CORPO DOCENTE

QUALIFICA, ESPERIENZA, COMPETENZA

FILMATI DI APPROFONDIMENTO

PSICOTERAPIA, NEUROSCIENZE, FILOSOFIA

Davide Liccione

"verso una diagnostica neuro-psicopatologica":

 

Convegno scientifico internazionale di Neuroetica - Padova, 05/2012

Le Neuroscienze tra spiegazione della vita e cura della mente"

 

  • che cos'è una condizione psicopatologica?
  • spiegazioni causali vs. motivazionali
  • il superamento della dicotomia organico-funzionale
  • dal dualismo delle "sostanze" al "dualismo semantico"

LA DIDATTICA

ORARI, INSEGNAMENTI, MODULI, ETC.

ALCUNI TESTI DI RIFERIMENTO

ACCADEMIA SLOP DELLE NEUROSCIENZE RIABILITATIVE

MASTER, SEMINARI ED EVENTI FORMATIVI ECM PARALLELI AL CORSO DI FORMAZIONE IN PCN

FOTO

CARICAMENTO FOTO...

Scuola Lombarda di Psicoterapia

Cognitiva Neuropsicologica

Università degli Studi

di Pavia

12/04/2016

"TUTELARE LA SALUTE MENTALE

NEI CONTESTI EDUCATIVI IN AUSTRALIA"

SLOP - Sede di Pavia

Il giorno 12 Aprile si è svolto il seminario “Tutelare la salute mentale nei contesti educativi in Australia”. È intervenuta la prof.ssa Helen Askell-Williams, professore associato presso la facoltà di Scienze dell’Educazione della Flinders University - Australia. Direttrice del centro di ricerca Flinders Educational Futures Research Institute, vicepreside della facoltà di Educazione e responsabile della sezione dedicata alla ricerca.

Oggetto del seminario: i contributi dello psicologo/psicoterapeuta  nella tutela della salute mentale nei contesti educativi australiani.

Il dibattito conclusivo, moderato dalla dr.ssa Valeria Cavioni, si è rivelato un'opportunità di confronto  tra i programmi di intervento e i progetti di ricerca proposti dalla docente australiana e agli stessi dell'équipe SLOP di ricerca e clinica dello sviluppo.

Scuola Lombarda di Psicoterapia

Cognitiva Neuropsicologica

Università degli Studi

di Pavia

16/01/2016

"IL BENESSERE PSICOLOGICO

NELL’EVOLUZIONE DEL SISTEMA SOCIO-SANITARIO LOMBARDO"

SLOP - Sede di Pavia

 

Tratto dall'intervento del Presidente della Reg. Lombardia On. Roberto Maroni. L'evoluzione del Sistema socio-sanitario lombardo: dal curare al "prendersi cura".

 

Il direttore didattico della SLOP prof. Davide Liccione presenta il "Progetto Rosa per la città di Vigevano". L'iniziativa, promossa dalla fondazione Ne.Me.S (Neuroscienze Medicina Salute), intende promuovere il benessere delle famiglie nella delicata fase della transizione alla genitorialità e nei primi anni di vita dei bambini.

Programma

 

09.30-10.00: Saluto delle autorità.

 

10.00-10.45: La riforma del sistema socio-sanitario lombardo.

On. Roberto Maroni, Fabio Rizzi.

 

10.45-11.15: Il ruolo della ricerca universitaria nel

miglioramento dell’offerta socio-sanitaria regionale.

Tomaso Vecchi, Giorgio Sandrini.

 

11.15-11.35: La farmacia dei servizi e il suo contributo all’offerta socio-sanitaria lombarda: il caso dell’iniziativa «lo psicologo in farmacia».

Luigi Zocchi, Davide Liccione.

 

Pausa Caffè

 

12.00-12.15: Impegno sociale d’impresa in campo socio-sanitario.

Franco Keller.

 

12.15-12.45: Discussione con il pubblico.

Moderano Riccardo Bettiga e Guido Broich.

 

 

 

 

Vedi altri filmati sul canale You-tube della SLOP

ATTIVITÀ CLINICA

PSICOTERAPIA, NEUROPSICOLOGIA, CONSULENZA IN AMBITO PERITALE

PUBBLICAZIONI

APPROFONDIMENTI, MATERIALE TEORICO, PUBBLICAZIONI, ECC.

THINK

STAY ALERT, DONT'T GET HURT

RUBRICA MENSILE DI APPROFONDIMENTO

 

Carissimi Sloppini e frequentatori di www.slop.it,

a partire dal mese di luglio 2016 il nostro sito ospiterà una rubrica mensile che abbiamo deciso di chiamare «Stay Alert». Il cuore della rubrica è un articolo scientifico, preferibilmente di recente pubblicazione, inerente temi di nostro interesse (psicoterapia, psicopatologia, neuroscienze, filosofia critica, ecc.). Lo scopo è rimanere vigili per mantenere nel tempo quell’atteggiamento critico-costruttivo e scientificamente orientato che da sempre ci contraddistingue nel mondo della diagnosi e della cura delle neuropsicopatologie.

 

Buona lettura!

 

La Direzione

IL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO: UN MODO PER "ATTIVARSI" O PER "SPEGNERSI"?

 

Il Gioco d’azzardo patologico è stato inserito per la prima volta nel DSM-III e oggi  viene classificato nella sezione dei –Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction - del DSM-5.

La comunità scientifica inquadra il gioco d’azzardo come “attività nella quale si mette a rischio qualcosa di valore nella speranza di ottenerne una di valore superiore” (Grant e Potenza, 2010).

In realtà il fenomeno in questione è decisamente più complesso.

Così come accade per la dipendenza da sostanze, i giocatori patologici non di rado giustificano la dipendenza dal gioco descrivendola come esperienza “stimolante/attivante”. A tal proposito, sono interessanti le evidenze empiriche sulla correlazione tra gioco d’azzardo e attivazione del sistema simpatico (Baudinet, J., Blaszczynski, A., 2013; Pascual-Leone, A., Campeau, L.J., Harrington, S. J., 2012).  È stato dimostrato, inoltre, che i soggetti che soffrono di ludopatia, durante i momenti di gioco, esperiscono un aumento dell’arousal significativamente maggiore rispetto ai non-giocatori (Pascual-Leone, A., Campeau, L.J., Harrington, S. J., 2012).

In particolare, la misurazione  dell’attivazione fisiologica indica che la frequenza cardiaca aumenta e si mantiene più elevata per tutta la durata dell’attività, specialmente se il gioco coinvolge la scommessa di denaro (Coventry and Hudson, 2001; Ladouceur et al., 2003; Meyer et. Al., 2000; Wulfert et al., 2005).

Ma, da un punto di vista fenomenologico, alcune esperienze di gioco d’azzardo descritte dai soggetti non sembrano implicare una ricerca attiva di tipo “stimolante”, bensì una sorta di “de-attivazione”: in questo senso il gioco rappresenterebbe una sorta di “spegnimento di sé”, una forma di sedazione.

Uno studio di Gainsbury e colleghi (2015) che prende in considerazione il gioco nel contesto del casinò online,  mostra come una delle motivazioni preponderanti che spingono al gioco sia evadere dai problemi della quotidianità.

Anche Natasha Schüll (2002) e Hing e Russel (2016)  hanno evidenziato questo aspetto: in particolare sembra essere il genere femminile quello più propenso a cadere nel loop della dipendenza come forma di evasione dai problemi della vita quotidiana.

Il caso che risulta più esemplificativo, in questo senso, è quello delle slot-machine. Questi strumenti offrono un’esperienza che i giocatori patologici definiscono come “totalizzante”, un modo per estraniarsi dal mondo e dai problemi della vita quotidiana, anche per diverse ore consecutivamente. A tal proposito, l’antropologa Natasha Schüll, nel suo libro Addiction by Design (2012), illustra con efficacia il fenomeno del gioco con le slot-machine: <<non è come comprare il biglietto del cinema o fare shopping e poi tornare a casa. Giocare con le slot significa immergersi in un flusso continuo, dove le persone perdono coscienza del tempo e dello spazio e la loro capacità di prendere decisioni scivola via durante l’esperienza.>>

Interessante l’esperienza riportata da un’impiegata di un hotel di Las Vegas, dipendente dal gioco ai videopoker, che in un’intervista alla Schüll confessa: <<La cosa che la gente non capisce è che io non gioco per vincere>>. Lo scopo è quello di <<continuare a giocare, rimanere nella zona di estraniamento della slot, dove nient’altro conta.>> (Shüll, 2012).

 

--> Per approfondire l’argomento, abbiamo condiviso nell’area riservata del nostro sito tesi ed articoli scientifici sull’argomento (vedi STAYALERT nell’area riservata). BUONA LETTURA!

NUMERI PRECEDENTI (DISPONIBILI IN AREA RISERVATA)

 

n°5 - DICEMBRE 2016

Il tramonto dei protocolli evidence-based: verso una scienza degli interventi personalizzati?

 

n°4 - NOVEMBRE 2016

Di cosa parliamo... quando parliamo di temperamento?

 

n°3 - SETTEMBRE 2016

La   Social   Network   addiction:   il   contributo  della  ricerca  scientifica  alla definizione del fenomeno.

 

n°2 - AGOSTO 2016

L’anoressia nervosa, il ruolo della body image e gli studi di efficacia circa le differenti terapie.

 

n°1 - LUGLIO 2016

Inefficacia e potenziale pericolosità degli antidepressivi inetà evolutiva.

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- 18/11 ore 13:00

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