PROSSIME GIORNATE DI PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA

 

 

Sede di PAVIA:

20 ottobre  ore 13

 

Sede di PADOVA:

10 novembre ore 13

 

Sede di AREZZO

13 ottobre ore 11

 

 

Verrà proposta la presentazione di un caso clinico videoregistrato con successiva discussione del metodo operativo.

 

Si prega di confermare la propria partecipazione tramite mail all'indirizzo: amministrazione@slop.it

 

BACHECA NEWS

Scuola Lombarda di Psicoterapia

Istituto di Specializzazione post-lauream

in Psicoterapia Cognitivo Neuropsicologica

 

Sedi: Pavia - Padova - Arezzo

Approvazione Ministeriale: D.M. 23/02/07 - 19/01/12 - 21/09/17

 

Direttore Didattico e Rappresentante Legale

Prof. Davide Liccione

NUOVA SEDE CLINICA E DI FORMAZIONE ECM A MILANO

Due abbracci, un cerchio perfetto. La Torre Diamante e la Skyline da un lato, l’Hotel Principe di Savoia e la Milano dei palazzi nobili dall’altro, osservabili dalle vetrate dei luminosi locali dell’Istituto, sono una piacevole rappresentazione della nostra Mission: offrire attività cliniche e formative che combinino l’eccellenza del progresso scientifico con i fondamenti del pensiero critico e della tradizione umanistica.

 

www.mical-milano.it

"Slop Arezzo: Una scuola di psicoterapia che unisce insegnamenti teorici e pratico-clinici in un unico contesto"

APERTE LE ISCRIZIONI PER LA SEDE DI AREZZO A.A. 2018-19

- INIZIO DEI CORSI A DICEMBRE 2018 -

giornata di presentazione:

13 OTTOBRE 2018

"Oltre le professioni, verso la Persona"

1°AVVISO! PRESTO TUTTE LE INFORMAZIONI

 

2° CONVEGNO NAZIONALE DI NEUROPSICOPATOLOGIE

Università degli Studi di AREZZO

21-22-23 GIUGNO 2019

IL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA

ACCESSO E TITOLO

Il corso è rivolto a psicologi e medici che intendono esercitare la professione di psicoterapeuta secondo gli ultimi sviluppi dell'indirizzo metodologico cognitivista, coniugato con le più recenti evidente scientifiche della psicopatologia e delle neuroscienze.

Il Corso rilascia il titolo di Psicoterapeuta Specialista in Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica.

MODELLO TEORICO INNOVATIVO

La SLOP propone un modello di diagnosi e di cura della psicopatologia che rappresenta un’evoluzione della tradizione cognitivista. Il modello teorico della PCN è in costante innovazione perché scientificamente fondato e costantemente rivolto verso la ricerca di base. Leggi tutto.

PREPARAZIONE

AL LAVORO

Ad affiancare gli insegnamenti sulla cura psicoterapica, il percorso formativo prevede alcuni moduli didattici aggiuntivi (neuropsicologia clinica, psicologia forense, sessuologia), compresi nella retta annuale, che completano la figura professionale dello specialista in PCN favorendone l'accesso al mondo del lavoro.

DOCENTI

QUALIFICATI

I moduli didattici sono affidati a docenti universitari, clinici esperti e neuroscienziati di fama. Nell'insieme, il corpo docente della SLOP vanta oltre 650 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. (ricerca su database PubMed dal 2000 al 2017).

SEDI DI

PRESTIGIO

La Scuola Lombarda di Psicoterapia si trova a Pavia, Padova e Arezzo.

Le sedi, prive di alcuna barriera architettonica, dispongono di ampi spazi per la didattica e di ogni comfort in termini di ausili didattici, dispositivi elettronici e informatici.

CERTIFICAZIONE DELLA QUALITÀ

Grazie alle eccellenze didattiche, strutturali e gestionali, l'Istituto ha ricevuto la Certificazione della Qualità ISO 9001:2015 da parte dell'ente certificatore IQNet partner di SQS.

APPUNTI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA NEUROPSICOLOGICA

INTERDISCIPLINARITÀ, SCIENTIFICITÀ, RISPETTO DELL'INDIVIDUALITÀ

Qualunque clinico si occupi di sofferenza umana ha l’obbligo morale nonché deontologico di applicare un modello di intervento scientificamente fondato e tecnicamente viabile.

Il modello della PCN prevede che la trattazione teorico-clinica di ogni patologia sia sempre coerente con i fondamenti ontologici della natura umana in modo da far emergere la concordanza interdisciplinare tra tutte quelle scienze (psicologiche e neuroscientifiche) che se ne occupano.

 

Ad esempio, la teoria e la clinica della depressione vengono insegnate alla luce dei risultati sperimentali e clinici di aree teoriche differenti, quali le neuroscienze, la fenomenologia, la psicologia del Sé, l’antropologia, la psichiatria, ecc., in modo tale da far emergere, attraverso il dialogo tra diverse discipline, un quadro teorico complesso, variegato e dotato di una buona coerenza interdisciplinare.

LA PSICOTERAPIA E LA SCIENZA DELL'INDIVIDUALITÀ

 

Ogni paziente è un “Individuo” e i suoi modi esperienziali (compresi quelli patologici) sono sempre mediati dalla propria ed unica storia di vita. Pertanto, non è possibile comprendere una manifestazione psicopatologica attraverso la semplice categorizzazione dei sintomi. Ad esempio, definire un paziente come “ansioso”, se da una parte ci permette di cogliere alcune invarianti emotivo-comportamentali che condivide con altri pazienti (oggettivazione), nulla ci dice dei suoi specifici modi patologici (cause di insorgenza e mantenimento sintomatologico).

Allo stesso modo, ricondurre quell’ansia ad una presunta modalità universale dello sviluppo o ad una specifica struttura personologica, di fatto, comporterà l’immediato annullamento dell’individuo (de-umanizzazione).

Le modalità di manifestazione della patologia sono ogni volta l’effetto di un sentir-si esperienziale veicolato dalla propria storia di vita e dagli specifici orizzonti d’attesa (apertura alle possibilità di sé).

Di conseguenza, un disturbo di natura ansiosa, non è una semplice somma di sintomi (categorizzazione psichiatrica), non consegue ad un modo cristallizzato di generare il senso di ciò che accade (es. organizzazione di significato personale, teoria dell’attaccamento, etc) e non è neppure l’effetto di qualche credenza irrazionale.

Soltanto attraverso l’analisi dell’esperienza del singolo paziente (individuo), così come essa emerge nel più vasto quadro del suo racconto (identità narrativa), e tenendo conto del contesto storico-culturale di appartenenza (rete coerente di rimandi), lo psicoterapeuta sarà in grado di cogliere, e conseguentemente di curare, quello specifico disagio emotivo.

OLTRE LA TEORIA "COGNITIVA"

 

Con il cognitivismo,  la PCN condivide i due presupposti di base che ne hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo: l’interdisciplinarietà e la tendenza alla verificabilità empirica. Al contrario, rispetto alla terapia cognitiva standard e a quella cognitivo-costruttivista, la PCN prevede un insieme di sviluppi teorici, clinici e metodologici che conseguono alle più recenti evidenze empiriche fornite dalle neuroscienze (es. Gallagher, 2012; Gallagher & Zahavi, 2009; Rizzolatti e Sinigaglia, 2006), alla psicologia dello sviluppo (es. Reddy, 2010), alla psicopatologia (es. Liccione, 2012, 2011; Arciero & Bondolfi, 2009; Arciero, 2006) e alla filosofia del soggetto (es. Costa, 2014, Vattimo, 2012).

 

 

PERCHÉ  "NEUROPSICOLOGICA"

 

  • La PCN cerca di riunire in un quadro teorico unitario, secondo coerenza interdisciplinare, i contributi scientifici delle discipline biologiche e delle scienze umane. Proprio alla neuro-psicologia spetta il compito dell’adeguata traduzione interdisciplinare, al fine di promuovere una complessa e coerente visione bio-psico-sociale della persona, dei suoi modi di essere sani e patologici, nonché delle strategie psicoterapeutiche idonee al progetto di cura.

 

  • Il piano formativo prevede alcuni moduli didattici di elevata specializzazione  (compresi nella retta annuale) finalizzati all’acquisizione delle competenze teoriche e pratiche per poter operare nei settori dove viene richiesta una specifica competenza neuropsicologica (es. irccs, ospedali, centri di riabilitazione).
  • Neuropsicologia Clinica
  • Criminologia & Scienze Forensi
  • Psicologia Medica & Sessuologia

 

  • Sul versante diagnostico, l’intera psicopatologia è meglio inquadrabile come parte della più ampia neuro-psicopatologia, poiché l’alterazione dell’identità personale può conseguire sia al nostro essere un corpo tra i corpi, sempre soggetto alle leggi della natura (patologie non storiche - “organiche”), sia alle peculiari modalità attraverso cui riconfiguriamo l’esperienza in racconto (patologie storiche - “funzionali”). Lo psicoterapeuta deve possedere le conoscenze teorico-pratiche per poter operare efficacemente in entrambi i contesti.

LA DIDATTICA

ORARI, INSEGNAMENTI, MODULI, ETC.

CORPO DOCENTE

QUALIFICA, ESPERIENZA, COMPETENZA

FILMATI DI APPROFONDIMENTO

PSICOTERAPIA, NEUROSCIENZE, FILOSOFIA

Davide Liccione

"verso una diagnostica neuro-psicopatologica":

 

Convegno scientifico internazionale di Neuroetica - Padova, 05/2012

Le Neuroscienze tra spiegazione della vita e cura della mente"

 

  • che cos'è una condizione psicopatologica?
  • spiegazioni causali vs. motivazionali
  • il superamento della dicotomia organico-funzionale
  • dal dualismo delle "sostanze" al "dualismo semantico"

ALCUNI TESTI DI RIFERIMENTO

CORSI ECM 2018

MASTER, SEMINARI ED EVENTI FORMATIVI ECM PARALLELI AL CORSO DI FORMAZIONE IN PCN

CONVEGNI

SEMINARI, INCONTRI E INIZIATIVE DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Scuola Lombarda di Psicoterapia

Cognitiva Neuropsicologica

Università degli Studi

di Pavia

16/01/2016

"IL BENESSERE PSICOLOGICO

NELL’EVOLUZIONE DEL SISTEMA SOCIO-SANITARIO LOMBARDO"

SLOP - Sede di Pavia

Programma

 

09.30-10.00: Saluto delle autorità.

 

10.00-10.45: La riforma del sistema socio-sanitario lombardo.

On. Roberto Maroni, Fabio Rizzi.

 

10.45-11.15: Il ruolo della ricerca universitaria nel

miglioramento dell’offerta socio-sanitaria regionale.

Tomaso Vecchi, Giorgio Sandrini.

 

11.15-11.35: La farmacia dei servizi e il suo contributo all’offerta socio-sanitaria lombarda: il caso dell’iniziativa «lo psicologo in farmacia».

Luigi Zocchi, Davide Liccione.

 

Pausa Caffè

 

12.00-12.15: Impegno sociale d’impresa in campo socio-sanitario.

Franco Keller.

 

12.15-12.45: Discussione con il pubblico.

Moderano Riccardo Bettiga e Guido Broich.

 

 

 

 

Vedi altri filmati sul canale You-tube della SLOP

 

La farmacia dei servizi e il suo contributo all'offerta socio-sanitaria lombarda: il caso dell'iniziativa "LO PSICOLOGO IN FARMACIA". Passaggi degli interventi del Presidente di Federfarma Varese dr. Luigi Zocchi e del direttore didattico della SLOP prof. Davide Liccione.

 

Il direttore didattico della SLOP prof. Davide Liccione presenta il "Progetto Rosa per la città di Vigevano". L'iniziativa, promossa dalla fondazione Ne.Me.S (Neuroscienze Medicina Salute), intende promuovere il benessere delle famiglie nella delicata fase della transizione alla genitorialità e nei primi anni di vita dei bambini.

ATTIVITÀ CLINICA

PSICOTERAPIA, NEUROPSICOLOGIA, CONSULENZA IN AMBITO PERITALE

PUBBLICAZIONI

APPROFONDIMENTI, MATERIALE TEORICO, PUBBLICAZIONI, ECC.

THINK

STAY ALERT, DON'T GET HURT

n°17 - 2018

 

La neuroriabilitazione robotica del cammino: dalla neurologia alla filosofia.

 

Autori: Federico De Salvo, Paolo Milia

 

In ambito neurologico i disturbi del movimento comportano una grave riduzione dell’autonomia personale rendendo impossibile per il soggetto affetto da questo disturbo la normale vita quotidiana.

I disturbi motori hanno diversa eziologia: possono essere conseguenza di gravi lesioni cerebrali (Ictus o traumi cranici), secondari a lesioni del midollo spinale e conseguenza di malattie degenerative o infettive del sistema nervoso centrale.

 Il paziente, spesso, è costretto ad utilizzare una sedia a rotelle per la mobilità e richiede il supporto costante di un caregiver.  Le terapie neuromotorie sono state sviluppate per recuperare le competenze motorie perdute in seguito ai vari tipi di lesione.

La tecnologia robotica può essere utilizzata per automatizzare parzialmente alcuni schemi motori utilizzati durante il training di riabilitazione, attraverso la loro capacità di produrre forza programmabile , sono in grado di replicare alcune delle caratteristiche di intervento manuale di un fisioterapista e quindi permettere ai pazienti di praticare movimenti in modo semi-autonomo.

L’impiego di dispositivi robotici in riabilitazione è documentato fin dal 1980, fino all’uscita dei primi esoscheletri a partire dal 2000.

Grazie alla robotica è stato possibile affrontare le patologie, trasformarle in normalità e consentire al paziente di tornare nel proprio contesto con l’ausilio delle più innovative tecnologie che si sono rivelate particolarmente efficaci per il recupero degli arti inferiori e superiori.

Gli esoscheletri sono dei robot indossabili che permettono una deambulazione organizzata gerarchicamente a seconda dei progressi del paziente in fase riabilitativa.

I Sistemi robotici possono genericamente essere suddivisi in due grandi categorie: end-effector e esoscheletri. Con i sistemi end-effector, i pazienti lavorano con uno strumento definito “manipulandum” che sperimenta forze motorie robot-imposte. Tutte le forze e le misure sono pertanto in una sola interfaccia, che ha il vantaggio di una facile configurazione per i pazienti di dimensioni differenti del corpo. Con i sistemi Esoscheletro, l'arto viene racchiuso in una tuta robotica, conforme alla configurazione dell'arto. Mentre  l’arto di un soggetto può essere limitato in un sistema end-effector per specificare una configurazione arto (ad esempio, braccio di guida), la flessibilità meccanica del tipo esoscheletro consente la piena specificazione nella configurazione dell'arto sia per le forze da applicare, sia nel range del movimento, nella raccolta dei dati e inoltre il paziente ha un feedback immediato del lavoro svolto attraverso un interfaccia, che in ogni istante può essere modificata dall’operatore. I sistemi Esoscheletro hanno il vantaggio che le forze applicate possono essere misurate per ogni singolo movimento e in modo indipendente.

Nella riabilitazione mediante “macchine” il ruolo del paziente è fondamentale: gli viene chiesto di eseguire un atto volontario e può usufruire di input senso-motori e cognitivi, oltre al proprio movimento volontario: stimoli sensitivi superficiali, stimoli propriocettivi statici e dinamici, stimoli visivi (osservazione del proprio gesto – del target da raggiungere – degli eventuali miglioramenti); stimoli motivazionali (consapevolezza di praticare la terapia autonomamente – di essere sottoposto a trattamento tecnologicamente avanzato e potenzialmente più efficace). Sono quindi da preferire le macchine esoscheletriche per il trattamento di pazienti che presentano abilità residue molto basse all’inizio della terapia, soprattutto per il trattamento di pazienti con deficit motori derivanti da patologie neurologiche.

L’efficacia deve essere riferita non tanto alla tecnologia utilizzata ma alla tipologia di malattia trattata con un determinato apparecchio robotico: il robot deve cioè essere valutato in relazione al tipo di patologia da trattare ma soprattutto deve essere tarato sul soggetto utilizzatore: sta assumendo,infatti,  un ruolo sempre più importante l’identità personale del soggetto sottoposto alla riabilitazione con robot.

Anche la personalità premorbosa del paziente svolge  un ruolo discriminante per la possibilità di uso della tecnologia: studi a riguardo stanno ponendo l’accento su come l’essere nel mondo personale si adatti o meno alla terapia neuroriabilitativa robotica. (Milia et al.,2017)

 La disabilità  limita severamente la capacità dell'individuo di svolgere attività della vita quotidiana, limitano la partecipazione sociale e quindi la qualità della vita e l'umore (Suzuki et al., 2005). E 'stato riportato infatti che il 23-35% della popolazione affetta da esiti di lesioni midollari hanno livelli elevati di ansia e circa il 35-38% hanno elevati livelli di depressione. (Chevalier, Kennedy, e Sherlock 2009 ).

Nell’ambito delle neuroscienze cognitive è noto come esistano aree cerebrali selettive che elicitano la percezione corporea: ad esempio l’EBA (Extrastriate Body Area) risulta essere centrale nella sola percezione delle singole parti corporee, mentre l’FBA (Fusiform Body Area) è l’area cerebrale dedicata alla codifica strutturale del corpo. (Dowining, Paul E., et al. 2001) (Peelen, Marius V., et al. 2005) .

La riabilitazione robotica, nello specifico quella con esoscheletro, riattiva le aree motorie cerebrali di paripasso ai miglioramenti funzionali del soggetto: i pazienti con lesione spinale, infatti, hanno una non adeguata percezione sensori-motoria del corpo; l’esoscheletro induce miglioramenti in questa direzione, oltre che a livello strettamente motorio, confermando la centralità dell’essere a scapito del corpo inteso come macchina. (Sczesny-Kaiser,M., et al. 2015) (Sczesny-Kaiser, M., et al. 2013).

Uno studio recente inoltre mette in evidenza come l’utilizzo di robot riduca le patologie del tono dell’umore secondarie a lesione midollare ma anche come le personalità premorbose influiscano nell’outcome con riabilitazione robotica. (Milia et al.,2017) (Bragoni M., Paolucci S. et al, 2014)

Oltre al noto contesto di riferimento neuromotorio è necessario sottolineare come le neuroscienze cognite e la filosofia confermino la bontà della tecnologia associata al recupero dell’autonomia; il superamento del dualismo Cartesiano che intendeva mente e corpo come oggetti divisi è alla base della neuropsicologia e dell’approccio psicologico alla malattia neurologica.

Damasio nel noto trattato “L’errore di Cartesio” afferma che La coscienza di sé emerge dalla coscienza che si ha del proprio corpo; noi siamo, e quindi pensiamo: il pensiero è allora causato dalle strutture e dalle attività dell’essere”: ciò è alla base dell’approccio neuropsicologico alla riabilitazione neurologica confermando l’unità di mente e corpo considerando quindi l’uomo come agente nel mondo e non come entità astratta da questo.

Nello specifico della riabilitazione del passo con robot, è evidente come il rapporto di causalità tra essere e mondo sia centrale; Lewis Strauss nel suo trattato “Sull’ossessione” evidenzia come il corpo sia il mediatore tra l’IO e il mondo. La stazione eretta, prosegue Strauss, è un rapporto di forza fisico-meccanica  con il mondo fondamentale per l’incontro con l’altro: la condizione umana è radicata nella posizione eretta e nel movimento di conseguenza soltanto un essere incarnato e in azione può porsi in relazione con il mondo . (Strauss,1966).

E’ evidente come la neuroriabilitazione sia una pratica multidisciplinare con molteplici riferimenti teorici.

In questo campo si inserisce prepotentemente la tecnologia che, in questo caso, è perfettamente complice della persona , aumentando le possibilità di recupero e la conseguente qualità della vita.

 

 

--> Per approfondire l’argomento, accedi a STAY ALERT nell’area riservata del sito. BUONA LETTURA!

NUMERI PRECEDENTI (DISPONIBILI IN AREA RISERVATA)

 

 

n°17 - 2018

Le insidie del dottor Google e il circolo vizioso delle ricerche online: la cybercondria.

 

n°16 - 2018

Persone LGBTQI e disuguaglianze di salute mentale: dati recenti e linee guida per la pratica clinica.

 

n°15 - 2018

Malattie oncologiche: incidenza, mortalità e sopravvivenza. Prospettive per la psicologia.

 

n°14 - 2018

“Acting early. The earliest years of life set the tone for the whole of the lifespan” (Minsk Declaration, WHO, 2015).

 

n°13 - 2018

Familiarità e consapevolezza di Sé.

 

n°12 - 2017

L’esperienza è fatta di tempo, è possibile nella misura in cui “è tempo”. L’essere è tempo.

 

n°11 - 2017

Claustrofobia: questa sconosciuta.

 

n°10 - 2017

Il rischio suicidario in seguito alla dimissione dalle strutture psichiatriche.

 

n°9 - 2017

Dolore somatico e dolore sociale. Quale confine?

 

n°8 - 2017

Le Emozioni: corpo in movimento.

 

n°7 -  2017

Depressione perinatale: un problema solo femminile?

 

n°6 -  2017

Il gioco d'azzardo patologico: un modo per "attivarsi" o per "spegnersi"?

 

n°5 -  2016

Il tramonto dei protocolli evidence-based: verso una scienza degli interventi personalizzati?

 

n°4 -  2016

Di cosa parliamo... quando parliamo di temperamento?

 

n°3 -  2016

La   Social   Network   addiction:   il   contributo  della  ricerca  scientifica  alla definizione del fenomeno.

 

n°2 -  2016

L’anoressia nervosa, il ruolo della body image e gli studi di efficacia circa le differenti terapie.

 

n°1 -  2016

Inefficacia e potenziale pericolosità degli antidepressivi in età evolutiva.

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